mercoledì 12 dicembre 2007

La sede dell'ottimismo



E' in un 'pugno' di neuroni il segreto dell'ottimismo. Ricercatori americani hanno scoperto, infatti, che alcuni neuroni - nel momento di fare una scelta - fanno vedere il bicchiere mezzo pieno, anche se magari le cose non stanno proprio così. In uno studio, condotto sui topi e pubblicato su 'Nature Neuroscience', il team di Matthew Roesch dell'University of Maryland School of Medicine di Baltimora (Usa) ha posto dei ratti davanti a una scelta fra tre azioni, che davano diritto a tre premi diversi, uno dei quali decisamente migliore degli altri due. Ebbene, i neuroni che predicevano il valore dei premi attesi, rispondevano come se l'animale avesse scelto la strada verso la miglior ricompensa possibile, indipendentemente da ciò che faceva in realtà. Per scoprirlo, i ricercatori hanno monitorato l'attività dei neuroni dopaminergici nell'area tegmentale ventrale, una parte del cervello coinvolta nel 'sistema premi-ricompense'. Così il team ha scoperto che i neuroni si 'accendevano' al massimo quando il topolino scopriva di poter ottenere un premio più 'succulento', anche quando alla fine - e in circa il 30% dei casi - l'animaletto optava per il premio peggiore.

sabato 8 dicembre 2007

Maschi a rischio di anoressia nervosa



Un nuovo studio su circa 4500 gemelli - pubblicato nel numero di dicembre di “Archives of General Psychiatry” - rivela che i maschi che hanno una sorella gemella hanno maggiore probabilità di sviluppare l’anoressia nervosa rispetto ad altri maschi, compresi quelli con un fratello gemello. Questo risultato supporta l'ipotesi che l'esposizione a ormoni sessuali femminili nel grembo materno possa essere correlato al rischio di anoressia nervosa. "L’ anoressia nervosa è circa 10 volte più comune nelle donne che negli uomini" - scrivono gli autori - "I motivi di questa differenza non sono noti, ed è probabile che la loro scoperta rappresenterà un importante passo in avanti nella comprensione dei fattori eziopatogenici (cause) coinvolti nello sviluppo dei disturbi alimentari". Nel complesso, i gemelli di sesso femminile avevano maggiori probabilità rispetto ai gemelli di sesso maschile, di sviluppare l'anoressia nervosa. L'unica eccezione è stata per i maschi che avevano una sorella gemella. "In effetti, il rischio è significativamente sovrapponibile a quello delle coppie di gemelle femmine", scrivono gli autori. "Una spiegazione plausibile di questo fenomeno è che durante la gravidanza con un feto di sesso femminile, è prodotta una sostanza, probabilmente ormonale, che aumenta il rischio di anoressia nervosa in età adulta", scrivono gli autori.
"Poiché il maschio di una coppia di gemelli di sesso opposto sarebbe esposto a questa sostanza, questi sarebbe a più elevato rischio di sviluppare anoressia nervosa in età adulta, come è stato appunto osservato nei maschi con sorella gemella. I più probabili ormoni candidati sono gli steroidi sessuali. I risultati del nostro studio sono compatibili con l'ipotesi che l'esposizione intrauterina a ormoni sessuali potrebbe influenzare lo sviluppo neurale, con il conseguente rischio di sviluppare l'anoressia nervosa nella vita adulta", concludono gli autori. Questo e tanti altri studi supporterebbero l'ipotesi biochimica alla base di un disturbo così complesso come l'anoressia nervosa. Ovviamente anche il contesto socio-culturale incide sulla malattia ma è fuor di dubbio che bisogna smantellare ogni credenza popolare e romantica che considera, come anche eminenti "esperti" del settore millantano in tv e sui giornali, che l'anoressia sia "la malattia dell'amore" . Si tratta di un disturbo serio che deve essere trattato con i presidi medici adeguati per evitare le più nefaste e note conseguenze.

mercoledì 5 dicembre 2007

Kamasutra - Acrotomofilia



Con questo strano sostantivo, si definisce una parafilia molto singolare. Etimologicamente il termine deriva da acro-estremità, tomìa-tagliare, filìa-preferenza che in una parola sola vuol dire essere eccitati dal pensiero di avere del sesso con una persona amputata e/o fantasticare che ciò accada e avere rapporti con essa. A volte gli acrotomòfili convincono un partner consenziente a fasciare una mano o un piede in bende per avere l'impressione che l'arto sia amputato. Viene riferito un caso, dal dott. Chesser, di un uomo con una singolare forma di pseudoacrotomofilia: il soggetto in questione obbligava la moglie, fisicamente integra, a zoppicare sorretta da stampelle nella stanza da letto prima di avere con quest'ultima rapporti sessuali; se questo rituale veniva meno, il paziente del dott. Chesser non riusciva ad avere rapporti sessuali in quanto affetto da impotenza. Il motivo per il quale alcune persone sono attratte da partners amputati sono svariati: feticismo, sadismo indiretto, bassa autostima con una giustificazione legittima nel caso di performances scadenti, il bisogno di essere care-givers nei confronti di una persona amputata e non in ultimo la paura che questa perdita possa accadere ad esse. La maggior parte degli individui con questo tipo di preferenza sessuale, sviluppano l'attrazione per gli amputati a seguito di esperienze infantili. E' molto verosimile che questi siano sfuggiti al pericolo di un'amputazione o abbiano visto qualcuno altro destinato all' amputazione e la paura o la pietà vissuta in quei momenti, possano aver avuto un così forte impatto emozionale tale che questi sperimentino una reazione di tipo erotico alla vista successiva di un individuo amputato. Esistono, oltre ad una nutrita letteratura in merito, clubs specializzati che provvedono ad organizzare incontri , riviste del settore (Fascination) e libri che forniscono dettagliati studi riguardo questo fenomeno (Amputees and Devotees - Grant C. Riddle). Spesso le riviste del settore, oltre ad affrontare il tema in chiave sessuale, si occupano dell'integrazione e del reinserimento di persone meno fortunate di altre in un contesto in cui anche la sessualità non può e non deve essere negata.


Shopping compulsivo



Quante volte ci sarà capitato di sentire la necessità di ricorrere all'acquisto di un vestito nuovo o di un bene, magari superfluo, in un periodo in cui l'umore non era alle stelle, magari dopo un esame andato male, un litigio con il capoufficio o qualche altro inprevisto con nefaste conseguenze sul nostro umore? Godere di piccole ricompense e coccolarsi fa bene al corpo e allo spirito, ma quando lo shopping diventa una necessità, una spinta a cui non si può rinunciare e nel momento in cui viene a mancare ci provoca disagio, allora le cosa cambiano: ci troviamo difronte ad una vera e propria dipendenza. Solitamente quando si parla di dipendenze si pensa alle sostanze, ma si stanno definendo nuovi tipi di dipendenza da comportamenti che appartengono all’esperienza comune di ciascuno. Tra queste ricordiamo le dipendenze sessuali, quelle da internet, da shopping e da gioco d'azzardo o anche gambling. L’Associazione “Psicologia Insieme" organizza un seminario in cui si proporrà un approfondimento sulla dipendenza da shopping compulsivo e la dipendenza da gioco che possono determinare un'alterazione dei rapporti interpersonali ed innescare veri e propri meccanismi di dipendenza con conseguenze spesso tragiche quali perdite immani di risorse economiche e implicazioni di ordine legale.
Roma, viale Germanico 101
15 dicembre, dalle 14