giovedì 22 novembre 2007

Kamasutra - Pigmalione e Galatea



Secondo la mitologia greca, Pigmalione, re di Cipro e anche bravo scultore, avrebbe creato una statua femminile, nuda e d’avorio, a cui aveva dato il nome di Galatea, della quale si sarebbe innamorato a tal punto da considerarla il suo prototipo di donna ideale e da dormirci accanto. Ma come se non bastasse, era tale l'amore che Pigmalione nutriva nei confronti di Galatea che si recò al tempio di Afrodite, pregandola di dare anima alla sua statua e di concedergli per sposa la lattea scultura: la dea acconsentì e dal matrimonio ebbe origine Pafo, in seguito nome di una città dell'isola di Cipro. Ed è proprio dai nomi dei protagonisti di questa storia che prende il nome una singolare pratica sessuale definita appunto Pigmalionismo o Galateismo, conosciuta anche come Agalmatofilia. Con questi termini, oggi, ci si riferisce a coloro che indirizzano i loro desideri o fantasie erotiche nei confronti di una propria creazione o più specificamente a coloro che utilizzano come feticci statue o manichini per mimare un rapporto sessuale e/o ottenere l' orgasmo. Diversi casi di agalmatofilia sono stati registrati negli anni e la Venere di Milo ne sa qualcosa: "nel 1877 un giardiniere si innamorò della suddetta statua e fu scoperto mentre cercava di avere un coito con la stessa" (da Psychopathia Sexualis, by Richard Von Krafft-Ebing). La pratica di avere rapporti sessuali con una statua era comune tra i devoti del dio Priapo: le vergini dovevano avere il primo rapporto sessuale con lui, pratica in seguito delegata ai preti e magistrati. Addirittura sembra che alcune antiche statue, proprio per il motivo di cui sopra, avessero dei membri removibili per facilitarne il loro uso. Comunque, anche nel nostro secolo sono note pratiche agalmatofiliche: è risaputo, ad esempio, che le giovani vergini indiane, prima del matrimonio, perdono la propria verginità attraverso l'utilizzo di falli sacri.


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