
«Camp Delta Standard Operating Procedures» : questo il titolo del manuale nel quale le forze militari statunitensi hanno appuntato e descritto in modo accurato tutte le indicazioni, procedure divieti e tecniche di intimidazione e manipolazione psicologica sui detenuti relative alle attività svolte all'interno del campo di prigionia di Guantanamo Bay in Cuba, la tanto contestata istituzione tra le cui mura, a partire dal 2002, gli Stati Uniti hanno imprigionato centinaia di sospetti terroristi, con i risvolti che tristemente sono saltati alla cronaca.
Il documento in questione, composto da ben 238 pagine è consultabile da chiunque in rete, naturalmente non per concessione delle autorità Usa, ma grazie ad un "navigatore" il quale mercoledì scorso lo ha postato su http://www.wikileaks.org/, il sito sul quale qualsiasi utente del web, anonimamente, può postare informazioni e documenti conservati nei registri più segreti del mondo che in qualche maniera sono trapelati dagli archivi.
Il documento in questione, composto da ben 238 pagine è consultabile da chiunque in rete, naturalmente non per concessione delle autorità Usa, ma grazie ad un "navigatore" il quale mercoledì scorso lo ha postato su http://www.wikileaks.org/, il sito sul quale qualsiasi utente del web, anonimamente, può postare informazioni e documenti conservati nei registri più segreti del mondo che in qualche maniera sono trapelati dagli archivi.
E qui si può prendere visione delle piante in scala delle prigioni, dell'elenco dettagliato dei generi di conforto straordinari (come la carta igienica, per esempio) che possono essere dati «in premio» ai detenuti, o – ancora – le istruzioni dettagliate su come intimidare e manipolare psicologicamente i prigionieri attraverso varie metodiche tra cui l'utilizzo i cani, esattamente come avveniva ad Abu Ghraib. A questo proposito il direttore del programma Aclu per i Diritti Umani, Jamil Dakwar, dopo aver preso visione del manuale ha dichiarato di essere rimasto colpito dall'accuratezza e dai dettagli con cui è stato regolamentato ogni minimo aspetto della vita di comunità in condizioni di restrizione: dalle procedure di accoglienza dei prigionieri, a quelle per la rasatura, fino a quelle di sepoltura dei deceduti.
Il Pentagono non ha ancora commentato. Del resto ogni commento è superfluo!
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