giovedì 22 novembre 2007

Abusi domestici e alterazioni di sviluppo



I bambini che assistono ad un abuso fisico della propria madre possono andare incontro a serie problematiche emotive e comportamentali con conseguenze spesso imprevedibili a carico della propria salute mentale. Lo studio, condotto negli Stati Uniti su 2020 famiglie, ha messo in evidenza come le madri che riferivano gravi abusi operati dal partner riportavano problemi comportamentali nei loro figli da 4 a 14 anni.Ciò che si riscontrava maggiormente, nei figli di queste donne abusate, erano alti tassi di depressione, ansia e aggressività che molto probabilmente erano collegati al fatto che le stesse madri abusate erano più frequentemente aggressive verso i figli e infliggevano punizioni corporali. Tuttavia, lo studio dimostra che vi è un riscontro causa-effetto dovuto all’essere stati testimoni dell’abuso.

Kamasutra - Pigmalione e Galatea



Secondo la mitologia greca, Pigmalione, re di Cipro e anche bravo scultore, avrebbe creato una statua femminile, nuda e d’avorio, a cui aveva dato il nome di Galatea, della quale si sarebbe innamorato a tal punto da considerarla il suo prototipo di donna ideale e da dormirci accanto. Ma come se non bastasse, era tale l'amore che Pigmalione nutriva nei confronti di Galatea che si recò al tempio di Afrodite, pregandola di dare anima alla sua statua e di concedergli per sposa la lattea scultura: la dea acconsentì e dal matrimonio ebbe origine Pafo, in seguito nome di una città dell'isola di Cipro. Ed è proprio dai nomi dei protagonisti di questa storia che prende il nome una singolare pratica sessuale definita appunto Pigmalionismo o Galateismo, conosciuta anche come Agalmatofilia. Con questi termini, oggi, ci si riferisce a coloro che indirizzano i loro desideri o fantasie erotiche nei confronti di una propria creazione o più specificamente a coloro che utilizzano come feticci statue o manichini per mimare un rapporto sessuale e/o ottenere l' orgasmo. Diversi casi di agalmatofilia sono stati registrati negli anni e la Venere di Milo ne sa qualcosa: "nel 1877 un giardiniere si innamorò della suddetta statua e fu scoperto mentre cercava di avere un coito con la stessa" (da Psychopathia Sexualis, by Richard Von Krafft-Ebing). La pratica di avere rapporti sessuali con una statua era comune tra i devoti del dio Priapo: le vergini dovevano avere il primo rapporto sessuale con lui, pratica in seguito delegata ai preti e magistrati. Addirittura sembra che alcune antiche statue, proprio per il motivo di cui sopra, avessero dei membri removibili per facilitarne il loro uso. Comunque, anche nel nostro secolo sono note pratiche agalmatofiliche: è risaputo, ad esempio, che le giovani vergini indiane, prima del matrimonio, perdono la propria verginità attraverso l'utilizzo di falli sacri.


sabato 17 novembre 2007

Kamasutra



Il Kamasutra rappresenta la più antica opera indiana in lingua sanscrita sull'arte erotica e attualmente il trattato sessuale più conosciuto del mondo. Per gli occidentali tale libro viene ritenuto come una semplice raccolta di posizioni coitali considerato alla stessa stregua di una pubblicazione pornografica. In realtà, raccoglie quanto la scienza indiana di allora insegnava al cittadino raffinato sulla conduzione della propria vita amorosa. Il suo scopo, tra l'altro è anche quello di educare e sensibilizzare il lettore all'importanza del canto, della danza, della conversazione, del vestire e del buon vivere. E' da molti considerato un'opera d'iniziazione all'arte di amare perché insegna al lettore l'ars amatoria a partire dai diversi modi di conquistare una donna sino alle infinite varianti e posizioni dell'atto sessuale. Ora, considerato che è stato già pubblicato un post sull' "Ars amatoria" che verrà settimanalmente aggiornato, in questa sezione raccoglierò tutte le pratiche sessuali inusuali, spesso misconosciute dai tanti, ma che spesso balzano agli onori della cronaca anche per epiloghi non felici. Mi riferisco a tutte quelle pratiche sessuali estreme (asfissiofilia, bonding, ecc) che, fuori dal controllo, possono esitare in finali decisamente tragici. Quante volte sui giornali si legge di persone ritrovate senza vita, con indosso le più strane divise, legate e magari anche imbavagliate? E spesso si tratta del morigerato vicino, dell' estroso giornalaio, del tranquillo e bonario panettiere, del nostro medico o del personaggio politico di turno che al calar della notte, abbandonati i rassicuranti panni di professionisti inappuntabili o di pater familias, danno sfogo alle più nascoste e proibite fantasie sessuali. E allora perché non raccontarle? Perché non cercare di capire cosa spinge un individuo ad avere fantasie e pratiche sessuali inusuali? Che tipo di personalità si nasconde dietro coloro che hanno specifiche fantasie? Fantasmi di soprusi o violenze subite? Divertimento? Trasgressione? Nel tempo cercherò di dare una risposta a tutti questi quesiti, e se qualcuno ha curiosità specifiche non ha altro che da chiedere!

Software salva-cervello? Soldi buttati!



I programmi software che promettono di allenare il cervello e di mantenerlo giovane, ultimamente molto reclamizzati anche in Italia, hanno una reale utilità? Sembrerebbe proprio di no! A smentire, in data odierna, l'efficacia di questi ultimi "marchingegni salva-cervello" è l'autorevole voce del New York Times, attraverso le parole di Sandra Aamodt e Sam Wang, caporedattore di Nature Neuroscience la prima e docente di biologia molecolare a Princeton il secondo. Il concetto espresso da Aamodt e Wang non lascio spazio ad appelli: per mantenersi vitali anche nella quarta età è molto meglio uscire con gli amici per una camminata a buona andatura, che consenta un benessere generale che avrà influenza anche sulle funzioni mentali. Dunque i programmi che stanno riscuotendo successo sempre maggiore, tra i consumatori americani, sarebbero sì un successo, ma per i produttori, se si considera che solo negli USA il giro d'affari è passato, ricordano gli autori dell'intervento, dai 2 milioni di dollari del 2005 ai circa 80 attesi per quest'anno.
«I produttori di questi programmi per computer - rilevano Aamodt e Wang - enfatizzano il fatto che questi software siano stati creati da scienziati o basati su ricerche scientifiche. In realtà bisognerebbe parlare di prodotti ispirati dalla scienza, cosa che non va confusa con il fatto che i risultati siano effettivamente provati dalla scienze».
Bastano lunghe passeggiate ad andatura sostenuta alcuni giorni alla settimana per aiutare gli anziani ad avere un miglioramento anche nelle proprie funzioni mentali. L'esercizio fisico durante l'età adulta sembra inoltre essere correlato con una minore incidenza di malattie quali la demenza senile o l'Alzheimer in età avanzata e il rischio di incorrere in questi disturbi si riduce anche in coloro che si dedicano al fitness dopo i 60 anni. «Insomma - concludono Aamodt e Wang -: piuttosto che spendere denaro in giochi per computer e puzzle per migliorare la salute del vostro cervello investite in un'iscrizione in palestra. Oppure spegnete il vostro pc e andate fuori a fare quattro passi». In finale, se avevate in mente di donare per Natale ai vostri cari nonnini un giochino del genere, magari sperando di levarveli di torno occupando il loro tempo, fareste meglio a cambiare idea; accompagnarli in una sana passeggiata stimolandoli nello scambio interpersonale, giova a loro e in ultimo anche al vostro portafogli, che vi renderà immensamente grazie!

venerdì 16 novembre 2007

Alito pesante? Meglio una mentina...



E' odierna la notizia del ricovero di un paziente presso il reparto psichiatrico dell'ospedale Molinette di Torino per l'ossessione di soffrire di alitosi e che minacciava il suicidio. In effetti il paziente e' stato ricoverato per una problematica ben più complessa; si tratterebbe di una forma grave di depressione maggiore, di cui l'alitofobia e' stata la causa scatenante. Sottoposto ad accertamenti diagnostici neurologici e psichiatrici, ora il paziente e' sotto trattamento farmacologico. Un precedente simile si è registrato in passato in Giappone, dove l'epilogo è stato ben più tragico.

Canta che ti passa!



Che la musica facesse bene al cervello non è una novità. Fa bene come il cibo, il sesso e lo sport, cioè da' piacere, come assumere alcool o droghe. La musica, infatti, ha lo speciale potere di suscitare sentimenti e risvegliare emozioni, modificando stati d'animo e comportamenti. Quante volte, infatti, ci sarà capitato di commuoverci ascoltando una melodia struggente o di trovare la carica dalle note di un pezzo rock? Ed a sostenere l'effetto benefico di note e melodie sul cervello sono gli scienziati, che stanno cercando di capire come ciò avvenga.
E' ormai certo, grazie anche alla disponibilità di mezzi strumentali sempre più sofisticati, che il cervello reagisca alla musica attivando alcuni centri del piacere, gli stessi che vengono stimolati durante le cosiddette "attività gratificanti", come mangiare, fare sesso, giocare, fare sport e per alcuni, usare tabacco, assumere alcolici e anche droga. Prima degli scienziati del XX secolo, gli influssi benefici della musica erano già stati compresi e utilizzati nelle societa' primitive, dove "la pratica musicale-a detta della psicologa del Cnr Graziani- era legata a esigenze primarie, quali simboli, ritualità, espressioni di identità totemiche e accompagnava, con cibo e sesso, rituali come la caccia, la guarigione, l'iniziazione e addirittura la guerra". Oggi purtroppo la musica ha perso il suo valore primitivo per avere una valenza prevalentemente intrattenitiva.
Intanto se è chiaro che la musica agisce sul cervello, non e' ancora chiaro quale sia l'area encefalica che sa apprezzare la musica. C'e' chi sostiene sia l'emisfero destro, quello deputato alla raccolta ed elaborazione dei processi emotivi, mentre altri studiosi hanno dimostrato che anche l'emisfero sinistro, quello preposto ai processi logici, e' altrettanto coinvolto. Le reazioni, comunque sono molto più complesse: i diversi elementi che compongono la musica (tono, ritmo, melodia) si distribuiscono su entrambi gli emisferi cerebrali.
La musica si conferma come un "linguaggio universale" e si ritiene che la capacità di apprezzarla sia connaturata nelle persone ancora prima della nascita, nel grembo materno. Una delle ipotesi più recenti è che l'area del cervello coinvolta dalla musica sia collegata alle parti legate alla memoria, alle emozioni, all'apprendimento, per cui si associa all'ipotesi che la musica abbia effetto sulla memoria, aiuti i bambini ad apprendere più facilmente e gli anziani a conservare più a lungo le facoltà intellettuali.
''Forse potenzia solo fasi di concentrazione e resa delle abilita' individuali, che in modo piu' 'pedestre', si esprime con l'impiego di diffusione sonora nelle stalle per stimolare la produzione di latte'' continua Graziani. ''Ma -aggiunge- anche nella grande e piccola distribuzione, per sviluppare comportamenti di consumo, fra gli umani''. Del resto basti pensare agli altoparlanti, strategicamente distribuiti nei supermercati e centri commerciali che diffondono musica ad hoc per incitare i clienti ad effettuare un maggior numero di acquisti, insieme a sapienti e organizzate strategie di marketing.
Qualche anno fa sui giornali circolava la notizia che la musica del compositore Wolfgang Amedeus Mozart favorisse la memoria e l'intelligenza. Oggi, "l'effetto Mozart" non e' più sostenuto dai ricercatori, mentre si ritiene che i bambini che studiano musica abbiano una marcia in più', rispetto ai coetanei, nell'apprendimento della matematica.
Ma ''come per la matematica, per cui i bambini stimolati alla logica utilizzerebbero diverse capacita' cerebrali -suggerisce Alberto Oliverio- e' difficile dire se i bambini nascano con una struttura cerebrale peculiare''.
Comunque, qualunque siano i meccanismi per i quali la musica ci da' piacere, gli scienziati sono d'accordo fra loro: ascoltarla non può che farci bene. E allora buon ascolto!

Guantanamo Bay



«Camp Delta Standard Operating Procedures» : questo il titolo del manuale nel quale le forze militari statunitensi hanno appuntato e descritto in modo accurato tutte le indicazioni, procedure divieti e tecniche di intimidazione e manipolazione psicologica sui detenuti relative alle attività svolte all'interno del campo di prigionia di Guantanamo Bay in Cuba, la tanto contestata istituzione tra le cui mura, a partire dal 2002, gli Stati Uniti hanno imprigionato centinaia di sospetti terroristi, con i risvolti che tristemente sono saltati alla cronaca.
Il documento in questione, composto da ben 238 pagine è consultabile da chiunque in rete, naturalmente non per concessione delle autorità Usa, ma grazie ad un "navigatore" il quale mercoledì scorso lo ha postato su http://www.wikileaks.org/, il sito sul quale qualsiasi utente del web, anonimamente, può postare informazioni e documenti conservati nei registri più segreti del mondo che in qualche maniera sono trapelati dagli archivi.
E qui si può prendere visione delle piante in scala delle prigioni, dell'elenco dettagliato dei generi di conforto straordinari (come la carta igienica, per esempio) che possono essere dati «in premio» ai detenuti, o – ancora – le istruzioni dettagliate su come intimidare e manipolare psicologicamente i prigionieri attraverso varie metodiche tra cui l'utilizzo i cani, esattamente come avveniva ad Abu Ghraib. A questo proposito il direttore del programma Aclu per i Diritti Umani, Jamil Dakwar, dopo aver preso visione del manuale ha dichiarato di essere rimasto colpito dall'accuratezza e dai dettagli con cui è stato regolamentato ogni minimo aspetto della vita di comunità in condizioni di restrizione: dalle procedure di accoglienza dei prigionieri, a quelle per la rasatura, fino a quelle di sepoltura dei deceduti.
Il Pentagono non ha ancora commentato. Del resto ogni commento è superfluo!

martedì 13 novembre 2007

Ars amatoria - Cap 1 - Introduzione



Da millenni è il motore del mondo, e ha travolto e stravolto le esistenze di chi ha incontrato sul suo cammino; può creare come distruggere; è stato la forza propulsiva della vita ma anche l' origine di guerre fratricide; è stato cantato da scrittori, poeti, cantanti , pittori e registi di ogni tempo; è universale e ha un linguaggio che accomuna tutti gli uomini transitati sul nostro pianeta dalle origini ad oggi; in altri termini è il sentimento per antonomasia: Amore. Sono senza fine gli artisti che sono stati ispirati da questo sentimento e senza dubbio Amore è stato la miccia che ha acceso la fiamma dell'estro di molti scrittori che hanno lasciato il segno del loro passaggio attraverso opere indimenticabili. Per iniziare cito Ovidio che con la sua Ars Amatoria (assolutamente da leggere) e i Remedia Amoris, nonostante duemila anni di tempo, resta comunque sempre attuale. E Fromm? Chi non ha letto la sua arte di amare? In questo spazio pubblicherò, settimanalmente, dei post che riguardano questo sentimento universale, prendendo in considerazione ogni sfaccettatura e cercando di rispondere ad ogni interrogativo che ci siamo posti riguardo l'argomento. Cos'è l'amore? Dove nasce? Cosa succede nel nostro cervello quando ci innamoriamo? Di chi ci innamoriamo?Esistono delle tecniche di corteggiamento efficaci e scientificamente provate? Come riconoscere i segnali che il corpo di chi corteggiamo ci lancia? Siamo predisposti geneticamente alla gelosia? Siamo naturalmente monogami o portati al tradimento? Chi tradisce di più? A questi ed altri interrogativi cercherò di rispondere, grazie anche all'aiuto di molti pazienti che ho avuto l'opportunità di ascoltare, perché da loro ho imparato e continuo ad imparare molto! Noi psichiatri abbiamo un immenso vantaggio rispetto alle altre persone: abbiamo il dono di vivere non una vita, ma tante quante sono le persone che curiamo! Nel momento in cui un paziente si affida a noi è straordinario percepire e provare ciò che qualcuno dinnanzi a noi ci sta comunicando, immedesimarsi nelle situazioni vissute e sperimentate da chi ci parla e viverle quasi come se fossero nostre. E molto spesso le problematiche che emergono durante i colloqui sono inerenti i rapporti umani in generale e spesso problematiche di coppia, sentimenti perduti, sensazioni di vuoto, di abbandono, di inganno. Dunque se qualcuno ha qualche suggerimento, sarà ben accolto!

lunedì 12 novembre 2007

Cybersingle: istruzioni per l'uso



Milioni di cuori solitari si affidano quotidianamente a siti per single, e spesso dopo il primo incontro si può verificare che i dati inerenti età, stato civile, status sociale, aspetto e professione non concordino con quanto riferito in chat; nella peggiore delle ipotesi anche il sesso può essere discordante da quello dichiarato! Del resto qualche bugia ha sempre fatto parte dell'ars amatoria, ma in rete sembra proprio che le "sole" vengano propinate all'ordine del giorno. E allora ecco i dieci comandamenti dieci per i cybersingles, per evitare di incappare in sgradevoli e imbarazzanti sorprese, e per diventare in un batter d'occhio perfetti chatteurs!
  1. EVITATE TEST: non sprecate il vostro denaro affidandovi a siti che promettono di trovare la vostra anima gemella a seguito di testo di "compatibilità". Non hanno nessun fondamento scientifico; per verificare se il cybernauta ha caratteristiche simili alle vostre basta chiedere
  2. SIATE ATTIVI NELLA RICERCA: non entrate nelle stanze delle chat aspettando di essere contattati e non aspettate che qualcuno vi contatti sul vostro profilo; come nella vita reale, anche in rete l'audacia ricompensa e la ricerca attiva si focalizzerà sui profili che maggiormente vi interessano, evitando la frustrazione di essere contattati esclusivamente da persone "non gradite"
  3. RIMANETE SUL VAGO: mai essere troppo esaustivi su ogni tipo di argomento; un alone di mistero mantiene vivo l'interesse e alta la curiosità
  4. MOSTRATE ENTUSIASMO: chi parla entusiasticamente della propria vita, del proprio lavoro e dei propri amici, attira maggiormente l'interesse dell'interlocutore; del resto chi avrebbe piacere ad interloquire con un menagramo?
  5. CERCATE DI ESSERE ONESTI: non conviene mai barare esageratamente; sarebbe una inutile perdita di tempo per entrambi; su qualcosina si può certamente mentire, ma basta non farlo o, se proprio non resistete, quantomeno sul vostro sesso di appartenenza!
  6. SIATE PAZIENTI: non pensate di trovare l'anima gemella dopo qualche click...! All'inizio potrete passare ore chattando o scorrendo profili ed andare a letto scoraggiati con gli occhi iniettati di sangue; o al peggio potreste rimanere amareggiati da qualche incontro non entusiasmante; ma non demordete, il tempo giocherà a vostro favore
  7. NON RIVELATE IL VOSTRO INDIRIZZO: se avete deciso di incontrarvi, conviene farlo in un luogo pubblico, preferibilmente affollato e neutrale per entrambi; in questo modo si può evitare di declinare l'invito ad un eventuale prosieguo della serata non gradito e non vivrete nell'incubo di trovarvi sotto casa lo sgradito compagno/a psicopatico/a di chat
  8. NON LASCIATE IL CELLULARE PRIVATO: al fine di evitare serie conseguenze sull'equilibrio della vostra vita (relazionale se già esistente, lavorativa) evitate accuratamente di lasciare il vostro numero di cellulare privato. Oggi comprare una scheda nuova costa pochissimo e dunque se volete agire indisturbati e senza l'incubo di venire perseguitati sul lavoro , tra gli amici o con il/la partner, per chi lo/a ha già, è sempre meglio avere un cellulare che userete appositamente per le vostre avventure telematiche
  9. PRENDETE UN CAFFE' INSIEME: se avete intravisto una minima possibilità di relazione (qualsiasi tipo: sessuale, amicale, affettiva) non esitate continuando a perdere tempo prezioso: passate ad un incontro a quattr'occhi e verificate le sensazioni che provate. Bastano pochi secondi per farvi capire ciò che decine di mail e ore di chat non vi avevano minimamente rivelato
  10. EIVTATE DI MESSAGGIARVI SUBITO DOPO L'INCONTRO: inutile inviare un sms subito dopo essersi lasciati; è banale e riporta alla memoria gli escamotages che si usavano a sei- sette anni di età quando si mandavano, con i nostri amichetti, "pizzini" alle compagne di classe che ci interessavano. Se l'incontro è stato proficuo lo capirete subito, le sensazioni parlano al vostro posto. Un sms o una chiamata effettuata qualche giorno dopo faranno recepire la vostra autonomia, sicurezza e autostima che incuriosiranno e spingeranno a voler replicare l'incontro. Subissare di telefonate il vostro papabile partner farà recepire la vostra aspettativa di costruire subito qualcosa di importante e inevitabilemte allontanerà per sempre la vostra preda.

Kubrick al Palazzo delle Esposizioni



Per gli amanti di Stanley Kubrick, visionario, immaginifico e futurista regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, è imperdibile la mostra attualmente in corso a Roma al Palazzo delle Esposizioni. L'opera omnia del grande regista viene rivisitata attraverso l'esposizione di copioni, appunti di regia, costumi e ricostruzioni di alcune delle più suggestive ambientazioni sceniche. Il tutto è arricchito da incontri con personalità di spicco tra cui Jan Harlan, produttore di molti film del regista, il grande astrofisico Franco Pacini, Mario Monicelli che interverrà sui film di guerra, Dario Argento che approfondirà l'espressione del genere thriller nelle realizzazioni di Kubrick e tanti altri. Il tutto è sapientemente affiancato da una retrospettiva cinematografica con le proiezioni dell'intera filmografia, dagli inizi fino ad Eyes Wide Shut passando per 2001: Odissea nello spazio. Da non lasciarsela sfuggire!
Roma, via Nazionale, 194
Palazzo delle Esposizioni
Fino al 6 gennaio 2008
Tel: 06 39967500

A spasso con Hermann Hesse



Nella incantevole Montagnola, frazione di Collina d'Oro, comune del canton Ticino, a breve distanza dal lago di Lugano, il nobel per la letteratura Hermann Hesse trascorse gli ultimi 43 anni della sua vita, dando alla luce capolavori come Siddharta, il Gioco della perle di vetro e Narciso e Boccadoro. Ed è proprio nel nucleo di Montagnola che circa dieci anni fa nella Torre Camuzzi è stata allestita e inaugurata un'esposizione permanente che ripercorre le principali tappe della vita dell'artista. Questa Mostra, presentata in due lingue, permette al visitatore un accesso al mondo e all' opera di Hermann Hesse attraverso l'esposizione di oggetti personali, numerose fotografie, libri e acquerelli. Particolarmente interessanti, inoltre, risultano le letture settimanali in due lingue, conferenze, discussioni, concerti, mostre temporanee e passeggiate guidate. Ciò che mi preme sottolineare è una esposizione particolarmente interessante costituita da lettere, documenti, fotografie e acquerelli che illustrano i rapporti tra il grande scrittore, che sarebbe più consono definire artista, e il suo psicoanalista Josef Bernhard Lang: un rapporto in continua evoluzione evolutosi dall relazione medico-paziente fino a una profonda amicizia in cui i ruoli si scambiarono e invertirono.
Montagnola (Lugano)
Museo Hermann Hesse
Fino al 15 febbraio 2008
Tel: 0041 (0)919933770

venerdì 9 novembre 2007

Guadagni poco? Cambia lavoro e diventa donatore di sperma!



Intanto bisognerebbe prima trasferirsi all'estero in quanto nella nostra Italia, oscurantista, bigotta e pilotata dalla lobby ecclesiastica, la fecondazione eterologa, che ha luogo quando il seme oppure l'ovulo provengono da un soggetto esterno alla coppia, è proibita. Se dunque si è motivati ad intraprendere questa nuova carriera di "donatori", converrebbe trasferirsi in Danimarca, dove la legislazione in materia lo consente e dove ha sede la Cryos International, banca del seme molto conosciuta. Diventare donatori abituali non è però così semplice: bisogna superare ogni tre mesi un severo screening per escludere la possibilità di trasmettere malattie. Dunque andiamo al sodo: ogni donazione viene pagata 3 euro circa con un bonus che va dai 13 ai 67 euro che dipende dalla quantità e dalla qualità dello sperma. L'intervallo minimo tra una donazione e l'altra è di 3 giorni e partendo dall'assunto di essere un donatore abituale e "in forma", si può arrivare a guadagnare 7000 euro l'anno al netto. Verrebbe da pensare che, con il precariato dilagante del nostro paese, se anche in Italia fosse possibile questo tipo di fecondazione medicalmente assistita, le banche del seme registrerebbero il pieno di donatori abituali !

Eiaculazione al femminile


Anche se raramente, l'eiaculazione femminile si verifica e dipende dalla stimolazione del celeberrimo punto G, il cui scopritore fu, negli anni '50, il ginecologo tedesco Ernst Grafenberg: il punto anatomico scoperto non era altro che la porzione di tessuto morbido, della grandezza di un fagiolo, che si trova nella parte anteriore della vagina. Durante il rapporto sessuale, se questo punto è opportunamente e adeguatamente stimolato, la donna può espellere un liquido che contiene gli stessi elementi prodotti dalla prostata (ghiandola appannaggio esclusivo del sesso maschile). Tale liquido è secreto dalle ghiandole di Skene, localizzate intorno al meato uretrale, (canalicolo attraverso il quale l'urina viene condotta dalla vescica all'esterno), il cui numero varia da donna a donna e che possono anche non essere presenti; ciò spiegherebbe perché alcune donne non "godono" del privilegio dell' eiaculazione. Secondo gli studiosi, il punto G sarebbe il corrispettivo embrionale della prostata maschile. Durante le primissime fasi della vita embrionale infatti, fino a quando non intervengono gli ormoni, i sessi non sono fisicamente differenziati e il punto G rappresenta una traccia che rimane nel corpo femminile a testimonianza di quel breve periodo in cui l'embrione resta "asessuato". Ecco perché si può verificare un'eiaculazione anche nel sesso femminile.

Ooops...me la son fatta addosso!



Il rilascio involontario di urina o feci può avvenire in condizioni di paura, shock o di forte stress ed è conseguenza di un meccanismo molto complesso e totalmente fuori dal controllo volontario. Quando ci troviamo dinnanzi ad un improvviso e imminente pericolo o ad un forte stato d'ansia dovuto a fattori esterni o interni (mentali), il nostro corpo innesca istintivamente un sistema di difesa definito di tipo "lotta o fuga": cioè si attivano tutti i sistemi che predispongono all'attacco o alla fuga. Il sistema nervoso simpatico controlla questo meccanismo e si attiva, liberando nel sangue grandi quantità di adrenalina per avere riflessi più rapidi. Quindi accelera il battito cardiaco con conseguente aumento della pressione arteriosa, aumenta la vasocostrizione (restringimento dei vasi sanguigni) in periferica che può portare pallore al viso e dilata le pupille e bronchi per facilitare la visione l'ossigenazione. Contemporaneamente, tutta l'energia del corpo è distolta dal tratto digerente e sia lo sfintere anale, che è l'anello muscolare che circonda e controlla l'apertura dell'ano, sia lo sfintere urinario, che controlla la vescica, vengono serrati all'istante. E proprio quest'ultimo passaggio, incontrollabile e spesso scoordinato, che può comportare la fuoriuscita involontaria di piccole quantità di liquidi e feci, soprattutto se queste ultime stazionano nell'ampolla anale, ultimo tratto del tubo digerente.

mercoledì 7 novembre 2007

Percezione del dolore nei sessi opposti



La percezione del dolore, nei due sessi, è differente, anche se ogni individuo possiede una soglia dolorifica diversa. Le donne sono più sensibili, nonostante gli uomini si lamentino di più e all'origine di questa differenza il responsabile è il testosterone, ormone tipicamente maschile, che aiuta a smorzare la sensibilità al dolore attraverso l'aumento della concentrazione di encefaline che sono analgesici naturali prodotti dall'organismo. Il tutto sembra avere una spiegazione legata all'evoluzione della specie: la particolare resistenza degli uomini al dolore rendeva gli stessi più resistenti nei combattimenti e nelle competizioni in tempi remoti, quando si lottava per la conquista di un territorio o del cibo e non di un parcheggio o dell'ultima versione della playstation! Lo studio in questione, effettuato da Ed Keogh, psicologo dell'Università di Bath, è stato effettuato valutando le risposte di un numero di volontari sottoposti agli stessi stimoli dolorifici.

A Roma si respira cocaina



In giro per le strade di Roma si respira cocaina...e non solo!Secondo uno studio condotto dal Cnr di Roma, nell'aria della capitale si riscontrerebbero 0,1 miliardesimi di grammo (l'equivalente di pochi granelli della sostanza) per metro cubo. Oltre alla cocaina inoltre, sono state riscontrate cannabinolo (principio attivo di marijuana e hashish) nicotina, caffeina e benzopirene (idrocarburo cancerogeno presente nel fumo di sigaretta, scarichi di autoveicoli e nelle emissioni da combustione). Il direttore dell' Iia-CNR, il dottor Ivo Allegrini, ha riferito che tutto ciò "è già di per sé motivo di grande preoccupazione per l'opinione pubblica" in quanto è ben documentato che anche piccole concentrazioni nell' aria di queste sostanze inquinanti provocano gravi danni alla salute". Il dato curioso della ricerca è che la più alta densità di presenza di cocaina in percentuale, si riscontra nell'area Universitaria della "Sapienza". Molto probabile che sia questo il motivo per il quale chiunque respiri l'aria romana ne rimanga inebriato e quasi stordito, complice la sbalorditiva bellezza che la città offre e sviluppi una sorta di dipendenza per la quale l'allontamento dalla città eterna risulta sempre molto doloroso.

lunedì 5 novembre 2007

L'uva e la cioccolata aiutano a ricordare meglio


Tempi felici per i golosi della cioccolata! Secondo uno studio del Salk Institute di La Jolla, California, e pubblicata sulla rivista di neurologia The Journal of Neuroscience, non è il pesce, come comunemente si crede, il cibo più indicato per migliorare la memoria: al posto suo, chi vuole ricordare meglio, dovrebbe fare scorpacciate di uva, mirtilli, cioccolata e bere tè. I ricercatori hanno dimostrato, analizzando numerosi campioni di tessuti, che una sostanza contenuta in questi alimenti, l'epicatechina, migliora la circolazione. In particolare essa aumenta il flusso ematico del cervello, che perciò è maggiormente irrorato, ossigenato e nutrito. Inoltre, questa sostanza provoca cambiamenti anche nelle cellule nervose, che diventano più mature e, quindi, più veloci nel comunicare tra loro. Questi cambiamenti avvengono in una zona particolare del cervello, quella che si occupa dell'apprendimento e della memoria, detta giro dentato. Gli effetti positivi sulla memoria, concludono gli studiosi, sono ancora maggiori se alla dieta ricca di mirtilli, uva, cioccolata e tè si unisce la pratica di uno sport: l'attività fisica, per motivi ancora non chiari, rende ancora più evidenti gli effetti degli alimenti, moltiplicando i benefici, con evidenti risultati sulla performance fisica. E meno male, altrimenti abbondando in cioccolato e derivati, oltre alla memoria proverbiale si sarebbe acquisita anche la stazza dei paciosi e flemmatici pachidermi!

E' nata "Baby Down"



Ha emesso i suoi primi vagiti Baby Down, la prima bambola al mondo che presenta i caratteristici tratti somatici di un down. L'oggetto in questione, prodotto dall'azienda di giocattoli spagnola Superjuguete, in collaborazione con la Fondazione Down Spagnola, a detta dell'azienda produttrice, "servirà ad aiutare l'integrazione nella società delle persone affette da questa sindrome". Alla bambola è allegato anche un libretto "speciale di istruzione" in cui ci sarà scritto ciò di cui ha bisogno un bimbo down e tutte le attività che si possono compiere con lui per stimolare i cinque sensi e migliorarne le capacità. Allo scolo di evitare polemiche, alla presentazione della bambola, al fianco dell'azienda produttrice, c'era l'Associazione Down Espana che ha tenuto a precisare che i bimbi down avranno un bambolotto che somiglia a loro e servirà a insegnare a tutti gli altri bambini il rispetto della differenza e quello per tutti gli esseri umani. L'accoglienza, tra i media e il pubblico spagnoli, è stata positiva: tutte le tremila bambole della prima serie sono già state prenotate. Ognuna di esse costa la modica cifra di 25 euro, tre dei quali saranno devoluti all'associazione Down Spagnola. Dunque se la matematica non è un'opinione, l'azienda produttrice incasserà 75mila euro, solo per la prima serie, di cui 9mila andranno all'Associazione Down che utilizzerà quei soldi per "migliorare la qualità di vita delle 32mila persone che in Spagna sono portatrici di questa sindrome". Ma se tutti i genitori di bimbi down (32000 nella sola Spagna) dovessero acquistare un bambolotto per rassicurare i loro figli sulla propria diversità, quanti migliaia di euro andrebbero a finire, sonanti, nelle casse della Superjuguete? Personalmente, ritengo molto discutibile quest'iniziativa, tanto più che questa bambola è stata presentata come l'ultima arrivata nel catalogo pre-natalizio. Il tutto ha un'aria vagamente commerciale e la compiacenza delle associazioni dei portatori di questo handicap è ancora più inquietante. Mi dà l'idea di un regalo "particolare" che gli annoiati bimbi della media borghesia spagnola riceveranno quest'anno in dono da Babbo Natale : in questo modo i genitori potranno evitare di pensare cosa regalare ai loro piccoli pargoli mettendo a tacere la propria coscienza, consapevoli dell'opera di carità che avranno compiuto, sapendo che dei 25 euro spesi per acquistare il piccolo fagotto, 3 saranno devoluti all'Associazione Down Spagnola! Ma non sarebbe più educativo e proficuo per entrambe le parti, dedicarsi ad attività di volontariato in istituti per bimbi disabili coinvolgendo i propri piccoli, per abituarli alla diversità e per fargli verificare dal vivo l'amore che un bambino down o disabile può dare, piuttosto che regalare un pupazzo di plastica che scimmiotta una realtà molto più variegata e complessa? L'ardua sentenza ai posteri!

L' identikit dell'ubriaco al volante



E' nella maggior parte dei casi maschio, trentenne, diplomato, single, beve poche volte al mese e spesso aggiunge all'alcol la droga, quasi sempre cocaina: questo sembra essere l'identikit dei nuovi abusatori d'alcol, di coloro cioè che, alla guida della propria automobile, in stato di ebbrezza, sarebbero all'origine dei molteplici incidenti di cui si ha sempre più spesso notizia, attraverso i media. I dati emergono da un database dell'Università di Napoli, raccolto in un periodo di circa dieci anni su un campione di duemila pazienti . Questa tipologia di abusatori è ben diversa da quella dell'alcolista, il quale beve tutti i giorni ed è un vero e proprio dipendente, che difficilmente provoca incidenti stradali ìn quanto non guida più da tempo. Il fenomeno è in forte crescita, infatti in dieci anni gli abusatori sono raddoppiati passando dal 20% al 40% del totale dei pazienti in esame. Anche la tipologia degli abusatori è cambiata: se agli inizi della ricerca erano in genere 45enni inseriti in un contesto sociale valido, con una famiglia e un lavoro, oggi l'età media è scesa a 43 e uno su tre è un poliabusatore, mischia cioè alcol e droga. La maggior parte degli abusatori appartiene al sesso maschile, ma nelle femmine la patologia si presenta in forma più grave: le donne arriverebbero a bere addirittura anche l'acqua di colonia.
Nell'immagine sopra il manifesto della campagna contro l'alcol alla guida lanciata dal Texas Dipartement of Public Safety, con la foto di Jacqueline Saburido dopo il tragico incidente, un duro monito a favore della sicurezza stradale

sabato 3 novembre 2007

Anatomia del pregiudizio



Una scoperta recente, pubblicata sulla rivista scientifica "Neuron", farebbe luce sull'origine "biologica" del pregiudizio: sarebbe cioè stata evidenziata attraverso la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN), un' area cerebrale dove ha origine la percezione del diverso da sè provata verso chi appartiene a gruppi etnici o sociali differenti dal proprio. L'attenzione dei ricercatori dell'Harvard University, che hanno effettuato lo studio, è ricaduta sulla corteccia mediale prefrontale (mpFC). L'esperimento che ha condotto a questa scoperta è molto elegante nella sua semplicità: i ricercatori hanno mostrato ad un gruppo di studenti i profili di due personaggi: un liberale impegnato in attività culturali e un conservatore fondamentalista religioso. La RMN ha rivelato che quando gli studenti si esprimevano sul profilo della persona più simile al proprio modo di essere si accendeva l'area ventrale della mpFC , mentre quando parlavano della persona con convinzioni diverse dalle proprie, si "accendeva" la regione dorsale della mpFC. In definitiva la regione ventrale della mpFC sarebbe l'area legata all'empatia e alla autoreferenzialità, mentre la regione dorsale sarebbe la depositaria del pregiudizio. Molto curioso il rinforzo che questo studio ha dato alla teoria secondo la quale nel giudicare gli altri si tende ad usare se stessi come parametro, attribuendo alle persone le proprie convinzioni personali, anche se non confermate dall'esperienza. Se dunque l'attribuzione di un giudizio è essenziale per l'economia del nostro sistema nervoso che dà un'ordine alla percezione del mondo esterno attraverso la catalogazione degli eventi , bisogna porre molta attenzione nell'attribuire un valore al giudizio stesso, in quanto si rischia di soggettivizzare la realtà, arrogandosi la prerogativa di attribuire un giudizio negativo a tutto ciò che non ci appartiene; naturalmente con la buona compiacenza della regione dorsale della mpFC.

venerdì 2 novembre 2007

Quando l'amore è un triangolo



Secondo Robert Sternberg, psicologo della Yale University, le relazioni strette sono caratterizzate sempre da tre dimensioni centrali: passione, intimità e legame. La passione lega l'amore con la sessualità. Chi vive un amore appassionato sperimenta euforia con forti reazioni fisiologiche a cui si aggiunge un forte desiderio sessuale. La passione è irrazionale e si sottrae, come ben sa chi l'ha sperimentata, ad ogni controllo razionale. L'intimità, al contrario, permette all'individuo di aprirsi . La relazione dunque è impostata su sentimenti di comprensione, rispetto, sincerità, sostegno e perdono. Il legame, in ultimo, indica quanto tempo ed energia investiamo in un rapporto di coppia. A questo punto non resta altro che far due conti per capire che tipo di amore state vivendo: l'amore perfetto, sempre secondo Sternberg, è quello caratterizzato dalla presenza di tutte e tre le componenti, rappresentate in egual misura. E il vostro che amore è? Passionale, intimistico o vincolante? Magari perfetto...

Il sesso dei giocattoli



Vi siete mai chiesti per quale motivo, sin dai primi vagiti ai maschi l'automobilina e alle femmine la Barbie? Stereotipo o reale attitudine? E' realmente ciò che i cuccioli di uomo desiderano o ciò che la nostra società fa loro credere di desiderare? Per rispondere a questo angoscioso e inquietante dilemma, la dottoressa Alexander, psicologa della Texas A&M University, ha studiato il comportamento di alcuni cercopitechi, mettendo a disposizione delle scimmie africane giocattoli da "maschio" e da "femmina" per registrarne le preferenze, sicuramente non influenzate dagli usi e costumi della nostra società. Effettivamente le scimmie femmine passavano più tempo con le bambole, mentre i maschi preferivano automobiline o la palla. Unica scelta bisex era costituita da animali di peluche o da matite colorate. Il risultato ha riprodotto quello che comunque accade anche nella maggior parte degli esemplari della nostra specie e ciò ha fatto concludere che la preferenza per uno o l'altro tipo di giocattoli sia innata e legata al ruolo che si avrà da adulti. Nelle femmine la preferenza per le bambole o i pupazzi di colore rosa fa pensare che esse le considerino neonati da allevare, mentre il fatto che i maschi preferiscono oggetti che si muovono o che si lanciano può essere spiegata con la loro attitudine a spostarsi e cacciare. E voi? Avevate le stesse preferenze dei cercopitechi africani?

giovedì 1 novembre 2007

Sia la luce! E luce fu



Dio impiegò sette giorni per realizzare la sua Creazione e sette sono i giorni della settimana che lo ricordano all' uomo. Io ho impiegato sette giorni per dare alla luce la mia creatura e sette sono i giorni della settimana che utilizzerò costantemente per nutrirla e farla maturare. Posso comprendere che il paragone può apparire, ai più, irriverente, ma è stato il primo che si è affacciato alla mia mente! Perchè battezzare il nuovo arrivato Settimo Cielo? Semplicemente in omaggio e per analogia al Settimo cielo del Paradiso dantesco, sede degli spiriti contemplativi, che esprime quell’intreccio di amore ideale, di malinconia, letta come necessità di rivolgere l’attenzione verso l’interno, come momento psichico di introspezione, dimensione da cui gli artisti traggono ispirazione, a differenza della tristezza, che sfiora la depressione e non induce alla riflessione, e di meditativa riflessività, che inducono uno stato interno di appagamento. Del resto il detto popolare essere al settimo cielo è esemplificativo! Il settimo cielo dantesco, connotato dunque dalla meditazione, è il Cielo di Saturno, sotto il quale i nati, fin dall’epoca classica, erano descritti come individui rivolti all’introspezione, animati da uno spitiro che ne esalta l’attitudine contemplativa e permette loro una superiore capacità creativa. E' dunque sotto gli influssi di Saturno, pianeta freddo, secco e lento nel suo moto di rotazione, e guidato dal “malessere saturnino”, che dispone alla vita contemplativa, che aggiornerò costantemente questo blog, dando uno sguardo alle ultime novità nell'ambito delle neuroscienze ma anche ai diversi modi di esprimere le emozioni, veicolate attraverso la parola scritta e cantata, la pittura, la celluloide e tutto ciò che è espressione di stati emozionali interni.